Ma Gesù è nato proprio a mezzanotte?

un commento di don Vincenzo Bonato

Il Vangelo non dice che Gesù sia nato a mezzanotte ma che la sua nascita è avvenuta nel corso della notte, perché le grandi opere di Dio avvengono nel nascondimento e nel silenzio. La dicitura “Messa di mezzanotte” vuole alludere semplicemente al cuore della notte. Da sempre alcune parrocchie concludevano o cominciavano la Santa Messa a quell’ora, senza che sorgessero polemiche.

Gli storici stanno cercando di stabilire l’anno e il giorno della nascita di Gesù. La data del 25 dicembre non è certa dal punto di vista storico. La Chiesa ha cominciato a celebrare il Natale in maniera solenne a partire dal sec. IV (abbiamo documenti a partire da quest’epoca, ad esempio le Omelie sul Natale di S. Gregorio di Nissa). Nel periodo precedente si ricordava la nascita senza un particolare rilievo, perché la Chiesa festeggiava soltanto la Pasqua, che rimane, anche oggi, la festa più importante. Se le chiese si accordarono per stabilire la data del 25 dicembre, si può pensare che ci fosse un ricordo oramai tradizionale legato a questa data.

In molte culture il sole era considerato una divinità o un simbolo di essa. Non è certo, però, che sia stato scelto il 25 dicembre per contrastare la festa pagana del dio Sole, celebrata, più spesso, dopo il solstizio invernale. Si tratta di una congettura. In ogni caso, prima che gli imperatori Aureliano ed Eliogabalo sostenessero il culto del Sole, i cristiani celebravano Gesù come Sole di giustizia, già alle origini, almeno due secoli prima.

Nei Vangeli le vicende di Gesù bambino anticipano gli eventi di Pasqua: è un povero (oppresso) ma viene proclamato Signore, il Kyrios (titolo pasquale). Sfugge ai potenti, come farà da Risorto; viene adorato dai Magi, come un giorno sarà riconosciuto dai pagani ecc. La salvezza è stata preparata nel corso della vita di Gesù; è iniziata con la sua Morte e Risurrezione; sarà completa nella vita futura.

È difficile dal punto di vista storico documentare gli episodi della nascita, ma questo non significa che essi siano privi di storicità. Qualsiasi storia è più vasta dei documenti che la narrano, anche quella della nostra vita. I Vangeli annunciano la verità secondo l’insegnamento degli Apostoli. A volte è possibile confermarla con documenti, altre volte non è possibile. Dal momento che molte verità sono comprovate, possiamo accogliere con fiducia quelle che non possono esserlo, almeno per il momento.

La predicazione della Chiesa non annuncia le problematiche storiche, ma la testimonianza degli Apostoli, offerta nel Nuovo Testamento, ossia il Cristo, ieri e oggi, che è il medesimo nei secoli. Quando si affrontano questi argomenti, ciò che confonde in misura maggiore ed offusca la stessa scientificità, è la polemica.

Nato a Sona nel 1952, don Vincenzo Bonato nel 1978 è diventato monaco camaldolese. Dopo la laurea in filosofia e il dottorato in teologia, ha insegnato per un decennio all’Istituto di Scienze religiose di Verona. Ordinato sacerdote all’Eremo del Garda nel 2014.
Tra i suoi libri ricordiamo vari commenti spirituali: “I salmi nell’esperienza cristiana”, “Il libro dell’Esodo”, “Il Cantico dei cantici”, “L’amico della parola: la spiritualità biblica di Gregorio di Nissa

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